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I RAGAZZI ITALIANI E L’OBESITÀ: SEGNALI INCORAGGIANTI (prima parte)

Una crescente attenzione verso le problematiche legate all’obesità e al sovrappeso infantile e, in generale, ai comportamenti e alle abitudini dei giovani e una maggiore attitudine alla collaborazione tra settore sanitario (operatori dei Sian e dei dipartimenti di prevenzione) e mondo della scuola (insegnanti e uffici scolastici regionali). Questi, due degli aspetti più interessanti e promettenti emersi nel corso del convegno organizzato presso il ministero della Salute il 12 ottobre 2010 con il quale sono stati resi noti i risultati del progetto coordinato dall’Iss “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, avviato nell’ambito del programma strategico “Guadagnare Salute”.
Realizzato in collaborazione con ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Regioni, Aziende sanitarie, Inran e Università di Torino, Siena e Padova, il progetto nasce nel 2007 dall’esigenza di acquisire informazioni in modo sistematico sui diversi stili di vita dei bambini e dei ragazzi e sui loro comportamenti in relazione ai principali fattori di rischio per le malattie cronico-degenerative (nutrizione, attività fisica, fumo e alcol).
Il progetto si è sviluppato in tre linee di attività.
per i bambini della scuola primaria (6-10 anni):
- “OKkio alla Salute”, che con una periodicità biennale rileva peso e altezza di un campione di bambini e raccoglie informazioni sulle loro abitudini alimentari e sull’attività fisica
- studio “Zoom8”, che ha esaminato un campione di 2100 bambini delle classi terze primarie (8-9 anni) selezionato in base alla classificazione preliminare delle Regioni italiane in tre aree.
per i ragazzi tra gli 11 e i 15 anni:
- “Health Behaviour in School-aged Children” (Hbsc), che raccoglie informazioni sui comportamenti a rischio, in particolare su alimentazione, attività fisica, fumo e alcol, attraverso questionari autocompilati in classe dai ragazzi.
Segnali incoraggianti
La seconda raccolta di OKkio alla Salute, avvenuta a due anni di distanza dalla prima, ha misurato oltre 42.000 bambini della terza classe delle scuole primarie, ha fornito risultati piuttosto simili a quelli rilevati nel 2008 e ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che predispongono all’aumento di peso.
In particolare, è emerso che il 9% dei bambini non fa colazione, il 30% la fa in maniera non adeguata, circa il 50% consuma bevande zuccherate o gassate nell’arco della giornata e 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura. Inoltre, quasi 1 bambino su 2 ha la televisione in camera e 1 bambino su 5 pratica sport per non più di un’ora a settimana.
Se nel 2008 era in sovrappeso il 24% del campione e obeso il 12%, nel 2010 queste percentuali scendono lievemente a 23% e 11%, rispettivamente. Si tratta di un segnale incoraggiante, ma deve essere accolto con la dovuta cautela, poiché è troppo presto per affermare che indichi una reale tendenza; la variazione di un punto percentuale potrebbe, infatti, essere imputabile solo a una variabilità campionaria. Per questa ragione, è necessario riconfermare il dato nei prossimi anni, con la terza raccolta che avverrà nel 2012. Per quanto riguarda la distribuzione geografica di sovrappeso e obesità infantile, l’indagine OKkio alla Salute ha evidenziato che è al Sud che si registrano le percentuali più elevate e, in particolare, in Campania.
Anche per quanto riguarda i comportamenti non salutari le differenze rispetto al 2008 sono minime. Si tratta di risultati che, sebbene debbano essere monitorati e valutati nel tempo, fanno sperare in un leggero incremento del tempo dedicato dai bambini al movimento, rispetto al passato. Eppure, appaiono in leggera diminuzione:
la percentuale di bambini che prima di andare a scuola non fa colazione (dall’11 nel 2008 al 9% nel 2010)
il consumo di merende troppo abbondanti nell’intervallo scolastico (che, secondo i genitori, dovrebbe compensare il fatto che il bambino non mangi la mattina)
la percentuale di bambini che guarda la tv o gioca coi videogiochi per tre o più ore al giorno
la percentuale di bambini che non fa attività fisica e non pratica sport per più di una ora a settimana.
Lo studio ha, invece, confermato l’elevato dato relativo alla mancata percezione da parte dei genitori del problema di sovrappeso del proprio figlio: quasi 4 mamme su 10 (36%) di bambini con eccesso ponderale non ritengono che il proprio bambino abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza.

Una crescente attenzione verso le problematiche legate all’obesità e al sovrappeso infantile e, in generale, ai comportamenti e alle abitudini dei giovani e una maggiore attitudine alla collaborazione tra settore sanitario (operatori dei Sian e dei dipartimenti di prevenzione) e mondo della scuola (insegnanti e uffici scolastici regionali). Questi, due degli aspetti più interessanti e promettenti emersi nel corso del convegno organizzato presso il ministero della Salute il 12 ottobre 2010 con il quale sono stati resi noti i risultati del progetto coordinato dall’Iss “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, avviato nell’ambito del programma strategico “Guadagnare Salute”.
Realizzato in collaborazione con ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Regioni, Aziende sanitarie, Inran e Università di Torino, Siena e Padova, il progetto nasce nel 2007 dall’esigenza di acquisire informazioni in modo sistematico sui diversi stili di vita dei bambini e dei ragazzi e sui loro comportamenti in relazione ai principali fattori di rischio per le malattie cronico-degenerative (nutrizione, attività fisica, fumo e alcol). Il progetto si è sviluppato in tre linee di attività:
per i bambini della scuola primaria (6-10 anni):- “OKkio alla Salute”, che con una periodicità biennale rileva peso e altezza di un campione di bambini e raccoglie informazioni sulle loro abitudini alimentari e sull’attività fisica- studio “Zoom8”, che ha esaminato un campione di 2100 bambini delle classi terze primarie (8-9 anni) selezionato in base alla classificazione preliminare delle Regioni italiane in tre aree.per i ragazzi tra gli 11 e i 15 anni:- “Health Behaviour in School-aged Children” (Hbsc), che raccoglie informazioni sui comportamenti a rischio, in particolare su alimentazione, attività fisica, fumo e alcol, attraverso questionari autocompilati in classe dai ragazzi.Segnali incoraggiantiLa seconda raccolta di OKkio alla Salute, avvenuta a due anni di distanza dalla prima, ha misurato oltre 42.000 bambini della terza classe delle scuole primarie, ha fornito risultati piuttosto simili a quelli rilevati nel 2008 e ha messo in luce la grande diffusione tra i bambini di abitudini alimentari che predispongono all’aumento di peso.
In particolare, è emerso che il 9% dei bambini non fa colazione, il 30% la fa in maniera non adeguata, circa il 50% consuma bevande zuccherate o gassate nell’arco della giornata e 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura. Inoltre, quasi 1 bambino su 2 ha la televisione in camera e 1 bambino su 5 pratica sport per non più di un’ora a settimana.
Se nel 2008 era in sovrappeso il 24% del campione e obeso il 12%, nel 2010 queste percentuali scendono lievemente a 23% e 11%, rispettivamente. Si tratta di un segnale incoraggiante, ma deve essere accolto con la dovuta cautela, poiché è troppo presto per affermare che indichi una reale tendenza; la variazione di un punto percentuale potrebbe, infatti, essere imputabile solo a una variabilità campionaria. Per questa ragione, è necessario riconfermare il dato nei prossimi anni, con la terza raccolta che avverrà nel 2012. Per quanto riguarda la distribuzione geografica di sovrappeso e obesità infantile, l’indagine OKkio alla Salute ha evidenziato che è al Sud che si registrano le percentuali più elevate e, in particolare, in Campania.
Anche per quanto riguarda i comportamenti non salutari le differenze rispetto al 2008 sono minime. Si tratta di risultati che, sebbene debbano essere monitorati e valutati nel tempo, fanno sperare in un leggero incremento del tempo dedicato dai bambini al movimento, rispetto al passato. Eppure, appaiono in leggera diminuzione:
la percentuale di bambini che prima di andare a scuola non fa colazione (dall’11 nel 2008 al 9% nel 2010)il consumo di merende troppo abbondanti nell’intervallo scolastico (che, secondo i genitori, dovrebbe compensare il fatto che il bambino non mangi la mattina)la percentuale di bambini che guarda la tv o gioca coi videogiochi per tre o più ore al giornola percentuale di bambini che non fa attività fisica e non pratica sport per più di una ora a settimana. Lo studio ha, invece, confermato l’elevato dato relativo alla mancata percezione da parte dei genitori del problema di sovrappeso del proprio figlio: quasi 4 mamme su 10 (36%) di bambini con eccesso ponderale non ritengono che il proprio bambino abbia un peso eccessivo rispetto all’altezza.

di Daniela Galeone – Dirigente medico. Direttore Ufficio II del Dipartimento Generale della Prevenzione e della Comunicazione del ministero della Salute e Angela Spinelli – Direttore reparto Salute della donna e dell’età evolutiva, Cnesps

Fonte: www.ccm-network.it/node/1126

(Parte prima. Seguici domani per leggere la seconda parte dell’articolo)


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