orologio che ha forchetta e cucchiaio al posto delle lancette. Indica che solo in una parte della giornata si mangia mentre per una altra parte si digiuna

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Allenarsi a digiuno: pro, contro e consigli pratici 

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Indice articolo

L’esercizio fisico è uno degli strumenti più potenti per migliorare la qualità della vita. Quando il movimento è vissuto con piacere, diventa un alleato quotidiano per la salute, l’umore e l’equilibrio psicofisico

Ogni gesto compiuto con consapevolezza rafforza non solo il corpo, ma anche la motivazione a perseguire uno stile di vita attivo e soddisfacente. È in questo contesto che si inserisce il dibattito su strategie che promettono risultati specifici, come ad esempio allenarsi a digiuno.

Adottare un approccio consapevole significa anche interrogarsi su come, quando e perché muoversi. Allenarsi a digiuno è una pratica sempre più diffusa tra chi cerca di ottimizzare il consumo energetico e massimizzare i benefici metabolici. Tuttavia, prima di sperimentarla, è fondamentale comprendere il proprio livello di allenamento, le risposte fisiologiche del corpo e i possibili effetti a lungo termine. 

Cosa significa allenarsi a digiuno? 

Allenarsi a digiuno, com’è semplice intuire, significa svolgere un’attività fisica senza aver assunto alimenti nelle ore precedenti. In questa condizione, l’organismo presenta livelli di glicogeno più bassi rispetto al normale e si attiva un assetto ormonale caratterizzato da un aumento di cortisolo, adrenalina e glucagone. Il corpo, privo del consueto apporto di zuccheri, è quindi portato a ricercare fonti alternative di energia, in particolare i grassi.

È importante, però, distinguere tra i diversi tipi di digiuno. Il più comune è quello notturno, che si verifica naturalmente tra la cena e la colazione e dura in media 8 ore. A questo si affiancano approcci più strutturati come il digiuno intermittente, basato su finestre temporali specifiche per l’assunzione di alimenti. 

La reazione del corpo a un allenamento svolto in assenza di cibo dipende da variabili come la durata del digiuno stesso, il tipo di attività svolta e le condizioni individuali della persona, inclusi livello di allenamento e stato nutrizionale.

Uomo sorridente che celebra il successo del suo allenamento, con le braccia alzate.

I benefici dell’allenamento a digiuno ✅

Allenarsi a stomaco vuoto può attivare una serie di meccanismi fisiologici favorevoli, soprattutto in determinate condizioni. Tra i potenziali vantaggi di questa pratica, alcuni sono di natura metabolica, altri più legati al benessere psicofisico:

  • Maggiore utilizzo dei grassi come fonte energetica. In assenza di carboidrati disponibili, l’organismo attinge ai lipidi. Questo può contribuire alla riduzione della massa grassa, soprattutto se l’attività è costante nel tempo.
  • Stimolazione del metabolismo lipidico. La risposta ormonale attivata dal digiuno favorisce la mobilizzazione dei grassi, incentivando l’ossidazione lipidica.
  • Miglioramento della sensibilità insulinica. Alcuni studi indicano che allenarsi in condizione di deprivazione calorica può migliorare l’efficienza metabolica e la regolazione della glicemia.
  • Effetto positivo sull’umore e sulla concentrazione. L’attività fisica stimola il rilascio di endorfine, dopamina e serotonina, ormoni coinvolti nella regolazione dell’umore, della motivazione e della lucidità mentale.
  • Maggiore autodisciplina e comportamenti salutari. Allenarsi al mattino, senza aver ancora mangiato, può favorire scelte alimentari più consapevoli durante il giorno e rafforzare l’autoefficacia percepita.
Donna in palestra con espressione stanca e demotivata, senza energie per continuare l’allenamento.

I rischi e le controindicazioni ❌

Nonostante i possibili benefici, allenarsi senza aver assunto cibo comporta anche alcuni rischi fisiologici che non devono essere sottovalutati. La risposta dell’organismo varia in base allo stato di salute, al tipo di attività e al contesto generale in cui si inserisce la pratica:

  • Catabolismo muscolare. In assenza di riserve di glicogeno, il corpo può ricavare energia dalle proteine muscolari, compromettendo la massa magra e ostacolando eventuali obiettivi di tonificazione o forza.
  • Cali glicemici e ipotensione. Il digiuno prolungato può abbassare i livelli di zucchero nel sangue, provocando stanchezza, capogiri, tremori o nei casi più gravi svenimenti durante o dopo l’attività.
  • Riduzione della performance fisica. L’assenza di substrati energetici immediati può compromettere la capacità di sostenere sforzi intensi o prolungati, con conseguente perdita di efficienza e scarsa reattività neuromuscolare.
  • Eccesso di cortisolo e aumento dello stress. Allenarsi a stomaco vuoto, soprattutto con sonno insufficiente o in periodi di carico mentale, può accentuare la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress.
  • Non adatto a tutti i profili fisiologici. La pratica è sconsigliata a chi soffre di diabete, ipotensione cronica, disturbi alimentari o ha una storia clinica di squilibri metabolici. In questi casi, è sempre necessaria la supervisione di un professionista.

Consigli pratici per chi vuole provarlo  

Affrontare un allenamento a digiuno richiede consapevolezza e attenzione. Non basta seguire consigli generici o imitare esperienze altrui: ogni organismo risponde in modo unico e ciò che è efficace per qualcuno può rivelarsi controproducente per altri. Per questo, è sempre preferibile iniziare con attività leggere e di breve durata, come una camminata a passo sostenuto, una sessione di mobilità o una corsa blanda.

L’idratazione mattutina è essenziale per sostenere le funzioni metaboliche e contrastare i naturali effetti della disidratazione notturna. Se durante l’esercizio compaiono segnali di disagio è consigliabile interrompere la seduta e riconsiderare l’approccio. 

Infine, chi desidera esplorare questo metodo in modo sicuro e strutturato dovrebbe affidarsi a professionisti – come Show Club – in centri specializzati che propongono percorsi personalizzati, basati sul piacere dell’attività fisica e sull’ascolto attivo del corpo. Solo un contesto su misura, del resto, può garantire risultati duraturi senza compromettere il benessere.

L’equilibrio è la chiave

Allenarsi a digiuno può rappresentare una strategia interessante per migliorare la composizione corporea e aumentare la consapevolezza nei confronti del proprio corpo. Tuttavia, come ogni approccio legato all’attività fisica, richiede valutazione, ascolto e adattamento. Nessun protocollo standard può sostituire un percorso costruito sulle reali esigenze della persona.

Per chi desidera affrontare questo tipo di allenamento in modo sicuro, efficace e realmente personalizzato, il supporto di professionisti qualificati fa la differenza. Show Club, con la sua esperienza ventennale nel Personal Training, è il punto di riferimento ideale per costruire un percorso su misura, anche tramite personal trainer online, centrato sul benessere, l’ascolto del corpo e il piacere di muoversi.

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