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“Show is slow”, la nostra top 5 per la giornata mondiale della lentezza

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Solo per oggi “Lento è bello”. Con questo slogan si potrebbe tradurre la giornata odierna, dedicata a livello mondiale alla lentezza. Tante volte abbiamo parlato dell’importanza delle pause nella tua vita. Dal cibo, al riposo, passando ovviamente per l’esercizio fisico. Ora anche per la musica.Tutto quello che può rappresentare una forma di ricarica per il proprio corpo, lo sappiamo bene, è rilevante per il tuo benessere psicofisico. Ora mettiti comodo. Per la giornata mondiale della lentezza, abbiamo pensato di selezionare “les tops des slows”, cioè i 5 lenti più toccanti, secondo noi, della storia della musica.

I Don’t Want Miss A Thing (Aerosmith, 1998) Durata: 4 minuti 56 secondi

Sull’imbrunire del secolo scorso, Steven Tyler e compagni piazzano questa ballad struggente in cima alle classifiche di mezzo mondo grazie anche al fatto che canzone fu la colonna sonora del film “Armageddon-Giudizio Finale” di Michael Bay e con il duo Bruce Willis-Ben Affleck tra gli attori protagonisti. Romanticismo come se piovesse, Tyler in forma smagliante e l’orchestra di archi, completano il “lento” per eccellenza degli anni 90. Click and Play

You’re my first, my last, my everything (Barry White, 1974) Durata: 4 minuti 33 secondi

Alzi la mano chi non ha mai ballato sulle note della splendida voce del “Maestro”. Gli anni 70 sono il periodo più fecondo per il Re della musica Soul, dove dissemina qua e là pepite musicali di inestimabile valore. Il suo timbro vocale vibra ancora nei cuori degli amanti della discomusic. Un must in ogni serata revival dei 70s. Click and Play

Fix You (Coldplay, 2005) Durata: 4 minuti e 56 secondi

La ballad per eccellenza del gruppo inglese formatosi a Londra nel 1997. In questa canzone c’è tutto: Chris Martin assolutamente ispirato vocalmente, il riff iniziale d’organo da far studiare a qualsiasi neofita che voglia diventare una pop star e una coda finale esplosiva, ma non per questo meno delicata. Click and Play

With or Without You (U2, 1987) Durata: 4 minuti e 56 secondi

Ecco qui il tipico esempio di ballata rock anticonvenzionale e struggente, che entra nel cuore delle persone e si trasforma, insospettabilmente, in un inno generazionale buono per tutte le stagioni. La prima gemma dell’album “The Joshua Tree” è il manifesto programmatico dell’album di maggior successo della storia della band irlandese. Click and Play

Unchaneid Melody (Righteous Brothers, 1965) Durata: 3 minuti e 34 secondi

Per tutti è la canzone d’amore della scena del vaso di terracotta tra Patrick Swayze e Demi Moore in Ghost, film romantico strappalacrime del 1990. La realtà musicale invece ci invita a tornare indietro di ben 62 anni, all’estate del 1955, quando il brano scritto Hy Zaret e musicato da Alex North vide la luce. Tra le innumerevoli versioni, la più famosa è senza dubbio quella incisa dei Righteous Brothers nel giugno 1965. Un successo senza tempo, ancora oggi attualissimo. Click and Play

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